Cosa c’è davvero dietro il corpo delle donne?

donna in carriera

La questione relativa all’uso del proprio corpo per far carriera, per guadagnarsi cioè posizioni di prestigio e di potere esclusivamente derivanti da criteri estetici e non meritocratici, è destinata a destare ulteriori polemiche, soprattutto in riferimento alle ultime dichiarazioni (poi smentite) dell’On. Giorgio Stracquadanio, secondo il quale sarebbe assolutamente legittimo che, ognuno di noi, per farsi strada, utilizzi gli strumenti e le virtù di cui dispone, dall’intelligenza alla bellezza.

Se il direttore de “Il Predellino” sembra ormai essere un arguto sostenitore del machiavellico motto “il fine giustifica i mezzi”, le sue esternazioni colorite, arricchite a più riprese da uno spicciolo sarcasmo, non possono non lasciar traccia, generando ulteriori e necessarie controrepliche. Ed ecco allora che il ministro Prestigiacomo, titolare del poco femminile dicastero dedicato all’ambiente, non usa mezzi termini quando, in un’intervista rilasciata a Maria Berlinguer per Agl, ribadisce che “ l’aspetto fisico è rilevante nello spettacolo piuttosto che in televisione. Ma guai se la selezione in politica avvenisse in base alla bellezza”.

Parole sante. Eppure pochi giorni fa, durante lo svolgimento della tradizionale festa di Atreju, il Presidente del Consiglio aveva esordito facendo esplicito riferimento alla sua volontà di “abbracciare le ragazze” presenti, lasciando al Ministro Meloni il compito di cingere i restanti giovani. Sempre nell’intervento conclusivo di domenica scorsa, il premier aveva più volte suggerito alle giovani e belle ascoltatrici di sposare un uomo ricco, che “ci sapesse fare” e che fosse avanti con gli anni, in modo tale da poter ereditare l’intero patrimonio del malcapitato nel giro di poco tempo.

Se da un lato tali sortite ormai non suscitano più l’effetto che erano solite produrre fino a qualche anno fa, dall’altro non sarebbe del tutto corretto negare che la stagione del berlusconismo ha significato, per molte donne impegnate in politica, anche questo. Ha rappresentato cioè una lunga fase in cui rari sono stati gli esempi di coloro che, bellezza e avvenenza a parte, sono riuscite a far sentire la propria voce, una volta assunta una determinata carica o una volta che un certo ruolo fosse stato ricoperto. La donna come ancella e concubina, come ornamento di un contesto a volte troppo grigio e poco “giovanile”: questo hanno sopportato (o voluto sopportare) la maggior parte di coloro che hanno voluto concretamente impegnarsi tra le file del Pdl.

Una volta che le polemiche saranno svanite, una volta che le espressioni di Stracquadanio verranno messe in soffitta, sul tavolo resterà aperta la questione della rappresentanza femminile e le modalità di emersione in politica. Perché, come ha ribadito il ministro Prestigiacomo, “le donne sono spesso molto più capaci degli uomini ma faticano a farselo riconoscere”.